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lunedì 20 maggio 2019

L'Ultimo Abominio

Il piccolo Tommy cadde in terra. La caduta non fu estremamente dolorosa, qualcosa aveva attutito il colpo.
Sulle mani e sulle ginocchia, una sostanza vischiosa dal forte odore acre, aveva inondato il suo essere, riempiendogli il naso e i polmoni. A tale impatto, sentì un forte desiderio di rimettere, ma essendo digiuno da diversi giorni, l'unica cosa che riusci ad espellere, furono solo due piccole lacrime che gli solcarono il viso ormai pallido e scarno.
L'Abominio era vicino, stava per rubare l'utimo respiro del fanciullo. Questa sarebbe stata l'ultima volta che qualcuno gli avrebbe preso qualcosa. La testa girava, il corpo non riusciva più nemmeno a fare un passo, mentre l'Abominio lo raggiungeva, con i suoi versi immondi, strazianti e vibranti.
Little T, così lo chiamava la mamma, quando il caldo abbraccio era ancora tangibile e forte nei suoi pensieri, raccolse l'ultime forse per fare uno scatto verso una presunta gelida parete che l'oscurità nascondeva, avvolgendone le sue piccole mani, mentre l'abominio violava i suoi ultimi sensi.

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